Di quanto calcio hanno bisogno i bambini e come assumerlo correttamente
Durante l’infanzia e l’adolescenza, e fino ai primi vent’anni di vita, periodo in cui si raggiunge il cosiddetto picco di massa ossea, il fabbisogno di calcio aumenta in modo significativo

Il calcio è uno dei minerali più importanti per la salute dell’organismo. È coinvolto in numerosi processi fisiologici, tra cui la contrazione muscolare, ma svolge soprattutto un ruolo fondamentale nella formazione e nel mantenimento delle ossa: circa il 99% del calcio presente nel corpo umano è infatti concentrato nel tessuto osseo. Durante l’infanzia e l’adolescenza, e fino ai primi vent’anni di vita, periodo in cui si raggiunge il cosiddetto picco di massa ossea, il fabbisogno di calcio aumenta in modo significativo.
Per questo è fondamentale che bambini e ragazzi ne assumano quantità adeguate attraverso l’alimentazione quotidiana anche attraverso l’acqua. Quando si parla di apporto giornaliero di calcio, spesso si dimentica che anche l’acqua che beviamo rappresenta una fonte importante di minerali. Scegliere un’acqua con più calcio può quindi contribuire a raggiungere il fabbisogno quotidiano, affiancando l’apporto fornito dai cibi.
Esistono acque minerali naturalmente ricche di calcio che possono contribuire in modo positivo all’apporto quotidiano di questo minerale. Acqua Lete, con i suoi 300 mg di calcio per litro, rappresenta un valido supporto all’interno di una dieta equilibrata.
Calcio: quali sono le quantità giornaliere di riferimento nei bambini e perché è importante assumerlo
Secondo le indicazioni della Società Italiana di Nutrizione Umana e dei LARN, tra i 7 e i 10 anni il fabbisogno di calcio è pari a circa 1100 mg al giorno. Durante la preadolescenza e l’adolescenza, fino ai 14 anni, la quantità raccomandata sale a 1300 mg al giorno, per sostenere la rapida crescita ossea tipica di questa fase della vita. Diversi studi hanno evidenziato come molti bambini e ragazzi italiani assumano meno calcio di quanto raccomandato.
Un apporto insufficiente può avere conseguenze sullo sviluppo dello scheletro. Inoltre, una carenza protratta di calcio in età pediatrica può influenzare negativamente la salute delle ossa anche in età adulta, aumentando il rischio di osteoporosi, soprattutto nelle donne.
Dieta equilibrata e buone abitudini contro la carenza di calcio in età pediatrica
Una dieta varia ed equilibrata, che rispetti le corrette porzioni e frequenze dei diversi gruppi alimentari, è in genere sufficiente a garantire un adeguato apporto di calcio nei bambini. È comunque utile privilegiare alimenti naturalmente ricchi di questo minerale, come latte e derivati: una tazza di latte apporta circa 300 mg di calcio, mentre una porzione di formaggio fresco può fornirne quantità variabili ma significative. Anche altri alimenti contribuiscono all’apporto complessivo, tra cui alcune verdure (in particolare quelle della famiglia delle crucifere), i legumi, il pesce consumato con le lische, la frutta secca e i semi oleosi, come il sesamo.
Un ruolo importante lo gioca anche una corretta idratazione, scegliendo acque ricche di calcio come Acqua Lete che, grazie al suo basso contenuto di sodio, ne favorisce l’assimilazione. Accanto all’alimentazione, sono fondamentali anche le buone abitudini di vita. Il movimento regolare, soprattutto all’aria aperta, stimola la produzione di vitamina D grazie all’esposizione al sole, migliorando l’assorbimento del calcio a livello intestinale. Inoltre, limitare il consumo di cibi troppo salati o ricchi di zuccheri raffinati aiuta a ridurre la perdita di calcio e a preservare la salute delle ossa. Tutti questi accorgimenti, insieme, sono essenziali per prevenire la carenza di calcio nei bambini e favorire uno sviluppo sano e armonico dello scheletro.



